Passa ai contenuti principali

Retrazioni e accorciamenti 1a parte

Il muscolo sempre considerato come un entità funzionale destinata a solo movimento si allontana dal modello reale, cosi come tutte le articolazioni non sono adibite al movimento: le sinartrosi non fanno che permettere la tensione legamentosa e nient’altro che micro movimenti, le anfiartrosi non hanno che degli scivolamenti di adattamento delle superfici, cosi anche i muscoli non sono tutti destinati al movimento.
Bisogna tener presente che ciò noi chiamiamo muscolo non è affatto un entità anatomica, esso infatti è composto da due parti differenti ma inseparabili: gli elementi contrattili (sarcomeri) e di un insieme chiamato connettivo fibroso; dalla deficienza di una di queste parti induce la disfunzione di insieme. La patologia dl muscolo è riassunta nella debolezza, in quanto il tessuto connettivo viene completamente ignorato e questo implica due gravi errori. Il tessuto connettivo oltre al suo ruolo meccanico entra nella funzione della nutrizione in quello della circolazione dei fluidi e particolarmente nella eliminazione degli scarti e degli scambi osmotici. Sul piano meccanico essenzialmente è costituito da due proteine che si dispongono in fibre: l’elastina che si dispone a maglie donando elasticità e i fasci connettivi (collagene) che donano rigidità e consistenza. La patologia meccanica del tessuto connettivo è nella ripartizione delle fibre connettive (collagene), in effetti se la rete di elastina resta stabile lo stesso non accade per i fasci connettivi, i quali possono modificarsi e lo fanno durante la vita sotto l’influenza delle tensioni sopportate dal tessuto, lo stimolo di questa secrezione è la tensione meccanica. Una tensione prolungata provoca una secrezione in serie di molecole di collagene e la fibra si allunga; questa semplice riflessione ci permette di capire due patologie che incontriamo sempre:
1° La crescita ossea in lunghezza mette in tensione il sistema connettivo fibroso e lo obbliga cosi ad allungarsi parallelamente a lui normalizzando la crescita del tessuto. I dolori detti della crescita dei ragazzi non hanno altra origine . Ora se la crescita ossea non è abbastanza potente da assicurar una sufficiente tensione nel connettivo, questo resiste ed è l’osso che si deforma : questa è l’origine delle deformazioni diafisarie (tibia vara, valga, etc.). la cosa è ancora più grave a livello dei segmenti articolari (le vertebre), si possono senza dubbio considerare questi fenomeni come responsabili della evoluzione scogliotica, sempre coincidente con i periodi di crescita.
2° Tensioni ripetute provocano la produzione di nuove fibre e ciò che in patologia viene chiamato densificazione del tessuto connettivo, durante la vita questi stiramenti avvengono di continuo, l’invecchiamento è una densificazione del tessuto connettivo, più aumenta più il tessuto perde elasticità; a livello muscolare questa perdita di elasticità provoca inevitabilmente un accorciamento, l’elemento contrattile deve compensare la mancanza di tensione.



Commenti

Post popolari in questo blog

L' esercizio fisico nella spondilite anchilosante

La spondilite anchilosante (SA)  è una malattia reumatica cronica e sistemica, per la quale non è disponibile al momento un trattamento efficace. L’esercizio fisico svolge un importante ruolo nella prevenzione e trattamento delle deformità generate da questa malattia. In questa malattia è indispensabile alleviare il dolore, mantenere o recuperare la mobilità della colonna vertebrale e prevenire la comparsa di deformazioni. Per raggiungere questi obiettivi è molto importante che, nella fase più precoce possibile, vengano realizzati esercizi di mobilità attiva e tonificazione (concentrandosi sui muscoli estensori del rachide, sui glutei e in generale sui muscoli del dorso). La scarsa attività fisica insieme con la terapia con steroidi e l’aumento del catabolismo proteico indotto da alcune citochine come il fattore di necrosi tumorale (TNF) provocano una perdita importante di massa muscolare nei pazienti con artrite infiammatoria cronica. Perciò, l’attività fisica, po...

Affezioni dell'apparato locomotore

Le affezioni dell'apparato locomotore, in particolare i disturbi degenerativi della colonna vertebrale e della muscolatura che su di essa agisce, costituiscono il tipo di malattia sociale più frequente. La loro incidenza è talmente elevata che alcuni considerano le complicanze che ne derivano una condizione pressochè naturale. Allo stesso tempo le statistiche sottolineano le enormi conseguenze economiche di tale preoccupante sviluppo. l'80% degli individui è costretto prima o poi, a consultare un medico a causa di dolori alla schiena. Per tale ragione le lombalgie o "low back pain" sono al 2° posto come causa di astensionismo al lavoro. Dr. Manocchio v. - Chinesiologo RP

Flessione del rachide

La flessione del rachide in stazione eretta con gli arti inferiori tesi, è da evitare nelle attività quotidiane, potrebbe essere un movimento potenzialmente dannoso per i dischi intervertebrali e per i corpi vertebrali e sia in presenza di protusioni o ernia discale. Possiamo utilizzarlo con cautela nella valutazione funzionale del rachide indicandoci morfologia e mobilità della colonna. In presenza di lombalgia non appare una curva armonica, i muscoli estensori del rachide sono retratti come a proteggere la colonna impedendo il movimento del nucleo discale all'indietro. Chinesiologo Dr. Manocchio v. Ph +39 351 606 5341

Mal di testa e Postura errata

Una postura errata prolungata nel tempo può dare origine a cambi fisiologici importanti: a livello cognitivo, sensazioni di malessere generale, ed in alcuni casi mal di testa da tensione dovuto ad una contrazione continua alla base posteriore del cranio. Il dolore aumenta all'aumentare della tensione che in alcuni casi può coinvolgere le tempie e i muscoli dell'occhio. Questo tipo di mal di testa mio-tensivo deriva da un eccessivo tempo di lavoro fronte a un PC, al prolungato uso dell'Ipad oppure alla dipendenza dello Smart-Iphone. Se la tecnologia da un lato ci offre l'opportunità di migliorare l'approccio sociale e ottimizzare i tempi di lavoro e altrettanto vero che la cattiva postura dettata da questi sussidi tecnologici durante gli uusi può provocare dei blocchi cervicali con conseguente cefalea mio-tensiva. Bisogna evitare di mantenere una postura contratta a lungo durante l'uso di questi ausili ma occorre tenere le spalle non elevate ma  rilassate, gli ar...